Il fascino del capoluogo stiriano
Se hai letto il mio articolo su Vienna, saprai già che il nostro viaggio in auto non è iniziato lì: prima di arrivare nella capitale austriaca, ci siamo concessi una sosta che meritava tutta la nostra attenzione. La tappa perfetta verso Vienna è Graz – capoluogo della Stiria – e il suo centro storico è protetto dall’UNESCO insieme al suggestivo Castello di Eggenberg.
📚 Appunti della Prof – La città deve il suo nome a una fortezza eretta più di mille anni fa sull’altura dello Schlossberg. Deriva da una parola di origine slava: Gradec che significa “piccola fortezza”.
Dal parcheggio sotterraneo, ci siamo immersi subito nella Herrengasse, l’asse storico più importante della città. Camminare qui significa attraversare un mix armonioso di palazzi barocchi, negozi storici e chiese. È in posti come questo che il segno della secolare presenza asburgica si fa evidente, un fil rouge che ci accompagnerà per tutto il viaggio fino a Vienna.
La prima Wiener Schnitzel

Abbiamo pranzato nell’elegante Café Herzog, situato all’interno del Palais-Hotel Erzherzog Johann. È il posto perfetto per una pausa classica nel cuore della città e Alberto ha ordinato la sua prima Wiener Schnitzel. Se ti stai chiedendo di cosa si tratti, sappi che questa pietanza è oggetto di uno storico “litigio” tra la cucina austriaca e quella italiana.
🔍 Curiosità – Si narra che il conte Radetzky (proprio lui, quello della famosa marcia di Johann Strauss) abbia “preso in prestito” la ricetta della Cotoletta alla Milanese portandola in Austria. Il risultato? Una bistecca di vitello impanata servita con patate al prezzemolo, una fetta di limone e, immancabilmente, marmellata di mirtilli rossi.
La chicca inaspettata: Il raduno motociclistico

Una volta raggiunta la piazza principale – Hauptplatz -, abbiamo trovato un’atmosfera decisamente vivace, molto diversa da quanto potevamo aspettarci. Al centro della piazza svetta il monumento dedicato all’Arciduca Giovanni d’Asburgo e una fontana con quattro figure femminili che rappresentano i fiumi storici della regione. Ma l’atmosfera era tutt’altro che solenne o imperiale perché tutto lo spazio era letteralmente occupato da centinaia di moto e trike rombanti. I trike sono veicoli a tre ruote pesantemente personalizzati con cromature esagerate, decorazioni un po’ folli e motori potenziati. In Austria e Germania c’è una tradizione consolidata per questi mezzi, tanto ingombranti quanto bizzarri e può capitare spesso di incrociare qualche raduno.
📸 Inquadro – Mi sono divertita a fotografare i più originali: dalla “Pantera Rosa” al Teddybär, dalle decorazioni New Age fino a un trionfo di borchie, teschi e sarcofagi in stile gotico.

Lo Schlossberg: La terrazza panoramica di Graz
Lasciato alle nostre spalle il chiassoso – seppur divertente – carosello rombante, ci siamo diretti verso lo Schlossberg, la collina su cui un tempo si ergeva l’antica fortezza e che sovrasta la città. Si può accedere tramite un costosissimo ascensore oppure da un’erta scalinata scavata nella roccia. E secondo te, noi – camminatori seriali – cosa abbiamo scelto?
Dopo l’ultimo gradino, ci si trova davanti il simbolo iconico di Graz: la Uhrturm, la Torre dell’orologio. È un vero e proprio “palinsesto” architettonico: le basi risalgono al Trecento, la campana delle ore è del 1382 e la Armesünderglocke (“Campana del povero peccatore”), sin dal 1450, veniva usata per annunciare le esecuzioni. Un cuore gotico che batte in città da oltre 600 anni. Quasi tutte le fortificazioni furono distrutte dalle truppe napoleoniche nel 1809, oggi ne restano solo alcuni elementi. La Torre dell’Orologio si è salvata solo perché i cittadini pagarono un riscatto per non farla abbattere.

Più che un castello (Schloss), lo Schlossberg oggi è una magnifica terrazza panoramica. Da lassù si può godere di una vista superba quasi a 360 gradi. Sotto scorre anche il fiume Mur e si può intravedere l’isola artificiale Murinsel, progettata dall’architetto Vito Acconci.
🔍 Curiosità – La Murinsel è in realtà una piattaforma galleggiante a forma di conchiglia collegata alle due sponde del Mur da passerelle pedonali. Fu pensata come struttura provvisoria per Graz Capitale Europea della Cultura nel 2003. Ma i Grazer se ne innamorarono e oggi è diventata un simbolo identitario.
Graz è stata davvero la sosta perfetta sulla strada per Vienna. Un vero peccato non aver avuto tempo per visitarla con più calma e fermarci anche allo Schloss Eggenberg, la splendida dimora barocca famosa per il suo “giardino planetario” e per le sue 365 finestre: una per ogni giorno dell’anno.
Abbiamo lasciato Graz a malincuore, con la sensazione di averne scalfito solo la superficie. Ma Vienna – la vera protagonista del nostro viaggio – ci stava aspettando.
Sei mai stato/a a Graz o l’hai conosciuta ora attraverso il mio articolo? Fammelo sapere nei Commenti!


Che chicca la città di Graz! Mi hai incuriosito!! Sicuramente una tappa da visitare seguendo il tuo itinerario verso Vienna!
Non sono mai stata a Graz e questa descrizione mi ha davvero incuriosito. Una visita sicuramente piacevole.
Non sono mai stata a Graz e da come la descrivi deve essere veramente un bel posto. Però ho una certezza : dovessi mai andarci io quella scala non la faccio prendo il costosissimo ascensore!!🤗
Vista e merita! Originale anche il Landeszeughaus, la più importante collezione di armi storiche al mondo
Grazie per questa info!