Altrove in Austria: Quattro giorni a Vienna

Passeggiando tra arte, memoria e caffè storici

Vienna in pillole: i miei luoghi Imperdibili per chi ama guardare davvero

Prima di raccontarti il nostro itinerario di quattro giorni a Vienna, voglio condividere i luoghi che più mi hanno colpita: non i classici “must”, ma quei dettagli che rivelano la vera anima di una città.

  • Il cuore gotico. Lo Steffl è la bussola della città. Non limitarti a vederlo: cerca il dialogo visivo tra la sua guglia gotica e i riflessi moderni della Haas-Haus in vetro e acciaio.
  • Pausa riflessiva. La Judenplatz con la “Nameless Library” è un luogo di silenzio e memoria cruda, un angolo di città che interroga profondamente chi la visita.
  • Il rito viennese. Non saltare l’esperienza dei caffè storici. Tra Demel e Sacher, il mio consiglio è di provarli entrambi per decretare il vincitore!
  • L’anima inclusiva. Fermati a guardare i semafori pedonali: le coppie stilizzate che celebrano l’amore (in tutte le sue forme) sono diventate una firma visiva che rende Vienna davvero speciale.
  • Il lato “pop” e romantico. Il Volksgarten in giugno è un incanto. Cerca le rose “adottate” con le dediche personali: è il posto perfetto per una pausa poetica lontano dal caos.
  • La chicca nascosta. La Minoritenkirche, con la sua incredibile replica dell’Ultima Cena di Leonardo realizzata interamente a mosaico. Un gioiello che ti lascerà a bocca aperta
La sorpresa che non ti aspetti: no, non hai sbagliato articolo, siamo proprio a Vienna, non a Milano.

Quattro giorni nella capitale austriaca da camminatori seriali

Vienna è un’elegante capitale europea, piena di vita e di turisti, con un’intensa scena culturale in cui s’intrecciano storia, arte e musica. Un mix tra sfarzo imperiale e contemporaneità che accontenta tutti.
Ti porterò con me alla scoperta dei monumenti più famosi, ma non solo. Ti parlerò delle mie esperienze e delle mie impressioni su questa città accogliente e a misura d’uomo.
Vienna è come una raffinata dama dalle maniere cortesi: il modo ideale per fare conoscenza è condividere una tazza di tè fumante e una fetta di torta Sacher in uno dei tradizionali caffè del centro storico.
Questa città merita, secondo me, una visita di almeno 3 o 4 giorni. Non ho la pretesa di consigliarti l’itinerario ottimale – ognuno ha il suo ritmo e le sue abitudini – ma ti racconterò il nostro percorso. Alberto ed io siamo dei camminatori seriali, tendiamo a non prendere quasi mai i mezzi pubblici: se stai programmando quattro giorni a Vienna, spero che questo approccio “a piedi” possa esserti utile per vivere la città al tuo ritmo.

Facciamo quelli che vanno? Allaccia le scarpe comode, si parte 👣

Io sono pronta, e tu?

Info Box

📍 Come arrivare a Vienna – Noi abbiamo scelto di viaggiare in auto per poter fare altre soste lungo il tragitto, ma a Vienna ci si arriva agevolmente anche in treno o in aereo. Per guidare sulle autostrade austriache, serve la cosiddetta “vignetta” che può essere digitale o adesiva (tranne quella da un giorno, che è solo digitale). Si compra online sul sito ASFINAG o in una stazione di servizio. Noi, durante il tragitto, abbiamo fatto una piacevole sosta a Graz e, al ritorno, una deviazione fino a Bratislava, nella vicina Slovacchia, entrambe perfette come estensione di un viaggio nella capitale austriaca.
Puoi leggere qui i miei articoli:
Graz: La tappa perfetta sulla strada per Vienna.
Bratislava: Itinerario essenziale per una sosta breve.

🚇 Come girare per Vienna – Il centro storico di Vienna (Primo Distretto) si gira comodamente a piedi, ma esiste anche un’efficiente rete di bus e metro. L’eventuale acquisto della Vienna City Card dipende molto da quanti giorni ti fermi e quanto utilizzerai i mezzi: fai bene i calcoli perché a volte il rapporto costi/benefici è sbilanciato. Taxi (e similari) sono un altro mezzo da tenere in considerazione perché molto presenti. Un aiuto per orientarti: se guardi i nomi delle vie, noterai che sono sempre precedute da un numero che indica esattamente il distretto in cui ti trovi.

🏨 Dove dormire a Vienna – L’alloggio scelto su Booking – Hotel Sezession an der Oper – si è rivelato strategico per la posizione: ai margini del Ring, accanto al Naschmarkt e al Palazzo della Secessione, a due passi dal Museumsquartier e dalla fermata della metro di Karlsplatz (U1, U2, U4).

🍽️ Dove mangiare a Vienna – Qualche tappa gustosa lungo il cammino:
• i sapori orientali di Li’s Cooking e la cucina levantina di Neni, tra i banchi del mercato storico del Naschmarkt
Saigon, ristorante vietnamita proprio accanto al nostro hotel
• un delizioso bistrot di specialità francesi (croque monsiuer e crêpe) vicino alla Hundertwasserhaus
Demel Café e Sacher Café, tappa (quasi) obbligata per la torta Sacher, il Kaiserschmarrn, lo Strudel e non solo
Trzesniewski, istituzione viennese dal 1902 per i suoi famosi panini-tramezzino
Forno Pop up: per una focaccia italiana fresca e gustosa.

GIORNO 1 – Il primo assaggio di Vienna

Passeggiata tra Kärnter Straße, Graben e Stephansdom

La Cattedrale di Santo Stefano

Dopo la sosta a Graz (te la racconto qui), siamo arrivati a Vienna verso le cinque del pomeriggio. Lasciati i bagagli in hotel, abbiamo fatto subito una bella passeggiata per avere un primo assaggio della capitale. Percorrendo la vivace via pedonale Kärntner Straße dall’Opera, siamo giunti in 15 minuti in zona Graben e ai piedi dello Stephansdom, la maestosa cattedrale gotica che con le sue due inconfondibili torri ci ha dato subito uno speciale benvenuto.

📚 Appunti della ProfGraben in tedesco significa letteralmente “fossato”. Quella che oggi è l’elegante passeggiata salotto di Vienna, un tempo non era altro che la fossa difensiva romana dell’antica Vindobona.

Cena al Naschmarkt

Per la cena, la scelta è ricaduta sul Naschmarkt, il mercato più amato di Vienna. E’ un luogo vibrante che oltre alle numerose bancarelle, offre una varietà gastronomica che spazia dal Mediterraneo all’Asia, con opzioni perfette per ogni esigenza, dai vegetariani ai palati più curiosi. La prima impressione è stata magnetica: una città affascinante pronta a farsi scoprire. Siamo tornati in hotel, non vedendo l’ora di riposare per bene e cominciare la vera esplorazione l’indomani.

GIORNO 2 – Free tour, Sisi, Schatzkammer e chicche nel cuore di Vienna

Il consiglio d’oro: Scoprire Vienna con un Free tour

L’imperatrice Maria Teresa d’Austria

C’è un consiglio che mi sento di dare a chiunque visiti una grande città per la prima volta: quello di prenotare un free tour a piedi. Lo fai online (GetYourGuide, Civitatis, ecc.) e paghi alla fine del giro, decidi tu quanto. Questa formula ti permette di partire col piede giusto, farti un’idea di come è strutturata la città per pianificare le visite successive. Inoltre, incoraggia le guide locali a creare itinerari sempre più stimolanti dandoti spesso suggestioni preziose, compresi consigli per lo shopping e il cibo. Ed è ciò che abbiamo fatto domenica mattina. Partendo dalla Maria-Theresien-Platz – così chiamata per l’imponente statua dell’imperatrice Maria Teresa – attraverso l’Hofburg e il Graben abbiamo toccato tutti i luoghi più emblematici del centro per concludere il tour proprio ai piedi dello Stephansdom.

Il Memoriale contro la guerra e il fascismo

Un luogo che mi ha colpito molto è stato il Memoriale contro la guerra e il fascismo (1988), opera dello scultore Alfred Hrdlicka che si trova nell’Helmut-Zilk-Platz antistante l’Albertina. Si tratta di un complesso di gruppi statuari in bronzo e pietra che si articola nello spazio, costringendoti a girarci attorno: ci sono figure che evocano la violenza delle persecuzioni e la sofferenza delle vittime del nazismo. Tra queste spicca quella di un uomo ebreo in ginocchio, costretto a strofinare le strade – riferimento a una delle tante umiliazioni pubbliche imposte dai nazisti dopo l’annessione dell’Austria. Un’immagine cruda, un invito solenne a riflettere sul passato e sulla responsabilità.
Questi luoghi non si limitano a decorare la città, ma la interrogano costantemente. Vale la pena cercarli con attenzione: si rischia di camminarci accanto senza accorgersene, troppo presi dai monumenti più celebri.

📸 Inquadro – Non sono riuscita a fotografare il particolare descritto a causa della troppa gente intorno. Per mostrartelo, ho recuperato questo scatto disponibile online.

Credit: Foto di Fred Romero (via Wikimedia Commons, License CC BY 2.0)

La sosta golosa da Trzesniewski: I panini impronunciabili

Un piccolo break con le colorate tartine di Trzesniewski e una Pfiff (una birra piccolissima)

Le informazioni e i racconti della guida sono stati preziosi, ma – forse perché erano le 12.30 – la sua dritta più apprezzata è stata quella di una sorta di cicchetteria dal nome impronunciabile – Trzesniewski – il cui motto è “Die unaussprechlich guten Brötchen”, ossia i panini impronunciabilmente buoni. Si tratta di un locale storico a due passi dallo Stephansdom che fonda la sua fama su piccoli pezzi di pane scuro guarniti con prodotti di qualità dal sapore inconfondibile. Ci sono pochi posti a sedere, ma qui non ci si ferma a lungo: tre Brötchen, una birretta e via. Chi mi segue, sa che non mangio carne e che in viaggio la ricerca dei locali giusti diventa spesso una sfida per me: trovare posti che offrono alternative vegetariane senza rinunciare al gusto è sempre una vittoria. Poca spesa, massima resa: assolutamente 5 stelle.

📸 Inquadro – La vetrina Trzesniewski, con quei piccoli tramezzini colorati e ben disposti, è di per sé un soggetto fotografico irresistibile.

Un’istituzione: La Sachertorte

E dopo i memorabili panini, per non farci mancare nulla, ci siamo seduti a un tavolino del Café Demel: un vero e proprio rito viennese, una coccola, più che una semplice sosta. Alberto ha ordinato la sua prima torta Sacher, mentre io ho scelto il Kaiserschmarrn, una delle cose più goduriose da gustare a Vienna.

Secondo la tradizione, una sera l’imperatore Francesco Giuseppe chiese al suo cuoco una semplice crêpe da servire nel suo studio. Il cuoco bruciò leggermente la pastella e non avendo tempo di rifarla, la spezzettò e servì comunque, accompagnata da marmellata, conquistando l’imperatore nonostante (o forse grazie a) l’incidente. Per questo venne chiamata Kaiserschmarrn.

🔍 Curiosità – Ma lo sai che “Schmarren” significa letteralmente “boiata”? il nome stesso contiene già, scherzosamente, il racconto dell’errore originario.

Non puoi dire di essere stato a Vienna se non hai assaggiato la Torta Sacher

📚 Appunti della Prof – I caffè viennesi sono iscritti nel Registro del patrimonio culturale immateriale dell’UNESCO per l’insieme di pratiche e atmosfere che li rende unici: sono luoghi di socialità e incontro, di permanenza lenta, hanno un ruolo storico di salotti culturali e mantengono un’architettura e un rituale ben riconoscibili.

La Augustinerkirche: Un amore scolpito per l’eternità

Prima di recarci al Sisi-Museum, abbiamo visitato la Chiesa degli Agostiniani, una chicca seminascosta del complesso Hofburg. All’interno si trova il suggestivo cenotafio in memoria di Maria Cristina d’Austria commissionato dall’amato marito Alberto, e realizzato tra 1798 e 1805 dal Canova: un’imponente piramide in marmo bianco con un corteo di figure allegoriche che si dirigono verso l’apertura buia, simbolo del passaggio inesorabile verso l’Aldilà. È curioso come questa coppia – Alberto e Maria Cristina – continuerà a incrociare il nostro cammino, ritrovandola anche in un altro luogo simbolo della città.

📚 Appunti della Prof – Il cenotafio non è una tomba contenente le spoglie del defunto, bensì un monumento simbolico funebre eretto in sua memoria.

Il marmo del Canova prende vita nella Chiesa di Sant’Agostino

📸 Inquadro – Ciò che mi ha colpito di più è il contrasto tra il bianco assoluto del marmo e quel buio profondo oltre l’uscio. Se riuscite, inquadrate in modo da far risaltare questo contrasto: è ciò che rende la scena così suggestiva.

I Lipizzani: Arte equestra, ma con (mia) riserva

Stupendo Lipizzano nelle scuderie dell’Hofburg

Proprio lì vicino si passa davanti alle storiche scuderie dei Lipizzani, i celebri cavalli bianchi della scuola equestre dell’Hofburg, risalente al XVI secolo. Gli esercizi delle esibizioni, in sintonia con il cavaliere, ricalcano movimenti nati un tempo in battaglia. Assistere a uno spettacolo d’arte equestre nella sala barocca è una delle esperienze iconiche di Vienna, ma richiede prenotazioni con largo anticipo e un discreto budget; alternative più economiche sono gli allenamenti o la visita alle stalle.
Da un lato questi cavalli e la loro maestria hanno un valore culturale e storico per Vienna, dall’altro rimane pur sempre uno spettacolo che “sfrutta” degli animali per l’intrattenimento umano. Personalmente, troverei più significativa l’esperienza di visita del centro d’allevamento vicino a Köflach, in Stiria. Lì è possibile osservare i cavalli al pascolo, le madri coi loro puledrini, in un contesto più naturale.

🔍 Curiosità – Sapete che i Lipizzani nascono di colore scuro (marrone o grigio) per poi diventare bianchi solo in età adulta?

Il Museo dedicato all’imperatrice Sisi

Avevamo prenotato la visita al Sisi-Museum che si trova all’interno del Hofburg attraverso il sito ufficiale per i biglietti. La Duchessa di Baviera Elisabetta Amalia Eugenia di Wittelsbach – l’infelice consorte dell’imperatore Francesco Giuseppe – divenne universalmente nota come Sisi, soprattutto grazie ai film con Romy Schneider. Il museo, con il percorso imperniato sulla sua vita privata, ci svela una personalità fuori dal comune: l’avversione per i rigidi cerimoniali di corte, l’amore per i viaggi e lo sport, il suo rifugiarsi nel culto della bellezza e del corpo, seguendo rigide diete e programmi di esercizio quotidiano. Bellissima, fragile e ribelle: influencer virale ante litteram. Con l’avanzare dell’età si isolò sempre di più – soprattutto dopo la morte prematura dell’unico figlio maschio – fino al 1898, quando a Ginevra fu assassinata da un anarchico italiano.
Lasciatevi trasportare alla sua corte ammirando i suoi raffinati abiti dalla vita strettissima e la sua lunghissima chioma castana che, pensate, arrivava fino alle caviglie e richiedeva due ore di spazzola al giorno.

🔍 Curiosità – È noto che tra quei capelli soleva incastonare le famose stelline di diamanti e perle. Va da sé che quelle che trovate nello shop del museo sono riproduzioni da portare a casa come ricordo, ben diverse dalle versioni preziose che trovate nelle storiche gioiellerie del centro.

La Schatzkammer: Il tesoro imperiale degli Asburgo

La corona del Sacro Romano Impero nella Schatzkammer

Poco lontano dal Sisi-Museum si trova la Schatzkammer che custodisce il Tesoro Imperiale degli Asburgo. Il biglietto si acquista a parte e, generalmente, c’è poca fila. Le sue 21 sale ricoprono oltre 1000 anni di storia in una concentrazione di oggetti unici che mescolano potere, mito, religione e pura meraviglia estetica. Il pezzo più iconico è la corona imperiale del Sacro Romano Impero: realizzata nel X secolo in oro massiccio, perle e smalti, ha una forma ottagonale unica al mondo.

La Minoritenkirche: Un gioiello nascosto

Tra le chiese più antiche di Vienna, la Chiesa dei Minoriti è una tappa che ti consiglio vivamente. Risalente al XIII secolo, colpisce per il suo stile gotico elegante e sobrio. Si trova sempre in zona Hofburg ed è un piccolo rifugio di pace. L’ingresso è gratuito, il che la rende perfetta anche per una visita breve.
All’interno ti attende una sorpresa inaspettata: una monumentale replica a grandezza naturale dell’Ultima Cena di Leonardo da Vinci, realizzata interamente in mosaico con migliaia di tessere dipinte a mano. È opera del mosaicista romano Giacomo Raffaelli, completata nel 1814, e lascia senza fiato per la cura dei dettagli.

La Kaisergruft: La cripta degli Asburgo

Memento mori: lo scorrere del tempo nella Cripta degli Asburgo

Nel cuore di Vienna, sotto la modesta Chiesa dei Cappuccini (Kapuzinerkirche) in Neuer Markt, si cela il mausoleo degli Asburgo. È qui che riposano dal 1633 quasi tutti gli imperatori e i membri della dinastia, da Maria Teresa a Francesco Giuseppe, fino a Sisi e Rodolfo. Grandi artisti di ogni epoca disegnarono i sontuosi – spesso inquietanti – sarcofagi dei Reali.

🔍 Curiosità – Qui emerge l’antico e bizzarro cerimoniale asburgico di seppellire separatamente le varie parti del corpo dei defunti: il corpo nella cripta dei Cappuccini, il cuore nella Herzgruft (la cripta dei cuori) presso la Chiesa degli Agostiniani, e le viscere nella cripta ducale dello Stephansdom. Un dettaglio macabro quanto affascinante che trasforma il centro di Vienna in un unico grande reliquiario diffuso della dinastia.

Cena vietnamita

Dopo aver sfruttato al massimo questa giornata e aver percorso ben 10,1 km – secondo il nostro contapassi digitale – abbiamo cenato al Saigon, un ottimo ristorante vietnamita proprio accanto all’hotel. Abbiamo mangiato benissimo: segnatelo, mi raccomando.

GIORNO 3 – Schönbrunn, Steffl e Albertina tra storia, arte e pioggia

Schönbrunn: La residenza estiva degli Asburgo

I giardini imperiali di Schönbrunn

Lunedì mattina il cielo era molto grigio e non prometteva nulla di buono, tuttavia ci siamo diretti, col nostro solito entusiasmo, verso Schönbrunn. Il Palazzo si trova nel tredicesimo distretto, fuori dal centro, ma è facilissimo da raggiungere con i mezzi pubblici. Anche in questo caso avevo prenotato la visita sul sito ufficiale. Qui si possono trovare diverse combinazioni di biglietti in base a tempo e budget. Il percorso Classic Pass comprende la visita al castello, ai giardini, alla Gloriette, al roseto, ai labirinti e all’Orangerie.

📚 Appunti della Prof – Sai cosa significa Schönbrunn? La leggenda narra che nel 1612, l’imperatore Mattia, durante una battuta di caccia, vi scoprì una fonte d’acqua limpidissima e la chiamò “schöner Brunn”, ossia “bella fonte”: è attorno a essa che si sarebbe costituito l’intero castello.

In realtà, definirlo castello è improprio: si tratta di una grandiosa residenza estiva di campagna scelta dagli Asburgo come rifugio prediletto fino al 1918. La Reggia è oggi parte del patrimonio UNESCO, in virtù del suo valore storico, della posizione unica e dei fastosi arredi rococò. Conta complessivamente 1.441 stanze, di cui solo 45 visitabili. Tra queste, spicca la Sala degli Specchi in cui nel 1762 il piccolo Mozart, a soli 6 anni, suonò per l’imperatrice Maria Teresa, e la Grande Galleria, teatro dello storico Congresso di Vienna del 1814/15.

Il parco sotto la pioggia e la Gloriette

Dopo una visita immersiva con l’audioguida – piuttosto affollata – degli appartamenti, è stato un sollievo ritrovare l’aria aperta, nonostante il cielo scuro e le nuvole minacciose. Armati di ombrello, ci siamo avviati nel parco e abbiamo affrontato la breve salita verso la Gloriette. Si tratta di una monumentale terrazza barocca che domina l’altura del giardino, offrendo un affaccio privilegiato sull’intero palazzo.

📸 Inquadro – Qui ho scattato la mia foto più riuscita: ho catturato il silenzio della pioggia.

Il silenzio della pioggia

Il labirinto e il platano secolare

Nel parco si trova anche un labirinto: ci siamo divertiti a percorrere i dedali di siepe, smarrendoci continuamente e riuscendo a raggiungere il centro solo grazie ai suggerimenti di chi ci aveva preceduto. La meta finale? Un gigantesco platano secolare: la sua chioma verde copriva in maniera rassicurante quasi tutto il labirinto. Fortunatamente la pioggia non era battente come quella che trovammo nel labirinto di Valsanzibio (leggi il mio articolo “Una domenica sui Colli Euganei”), il che ha reso la nostra esplorazione decisamente più piacevole.

Lo Stephansdom: Il simbolo gotico di Vienna

Dettagli gotici dello Steffl

Tornati in centro, dopo l’immancabile sosta da Trzesniewski per uno spuntino veloce, abbiamo visitato la Cattedrale di Santo Stefano.
💡 Info pratiche – L’accesso gratuito è limitato alla navata di sinistra, se vuoi percorrerla tutta e visitare anche la cripta serve il biglietto acquistabile proprio all’interno (+eventuale audioguida). Ne vale la pena per ammirare questa meraviglia gotica. L’accesso alle due torri è separato: sulla torre più alta (Südturm) si salgono a piedi 343 gradini, ma la ricompensa è la splendida vista su tutta Vienna. La cima della Torre Nord si raggiunge in ascensore.
A essere sinceri, abbiamo dedicato meno tempo di quanto avremmo dovuto a questo splendido edificio, ma la Südturm è stata un riferimento costante per noi: visibile da ogni angolo della città, ci ha fatto da bussola per tutto il soggiorno.

La cattedrale di Santo Stefano, chiamata affettuosamente “Steffl” dai viennesi, è un monumento dalla storia millenaria, le cui fondamenta romaniche risalgano al 1147. La maestosa struttura gotica che ammiriamo oggi è stata edificata a partire dal XIV secolo ed è divenuta così iconica da diventare il simbolo dei celebri biscotti Manner. Uno degli elementi più caratteristici è il magnifico tetto policromo composto da 230.000 tegole smaltate che riproducono lo stemma imperiale degli Asburgo e quello della città di Vienna.

🔍 Curiosità – Con oltre 20 tonnellate di peso, la Pummerin è la campana più grande d’Austria e si trova nella Torre Nord. Fusa originariamente nel 1711 utilizzando il bronzo dei cannoni lasciati dagli Ottomani dopo l’assedio di Vienna del 1683, l’esemplare attuale è una rifusione del 1951, dopo la distruzione dell’originale durante la II Guerra Mondiale.

L’Albertina: Le collezioni d’arte negli appartamenti imperiali

Die Empfindung (L’emozione) di Ferdinand Hodler: Wrong way?

Il pomeriggio lo abbiamo dedicato all’Albertina. Situato nel cuore del centro storico, a pochi passi dall’Opera e dall’Hofburg, questo museo sorge su un bastione che domina la piazza sottostante, un punto di giunzione perfetto tra passato imperiale e vivacità moderna.
Qui ritroviamo Maria Cristina d’Austria e suo marito Alberto: dopo aver ammirato il loro cenotafio nella Chiesa degli Agostiniani, è stato emozionante entrare nella loro dimora privata. Erano uniti da un raro matrimonio d’amore e proprio da questo legame è nato l’Albertina, che custodisce la straordinaria collezione d’arte che hanno raccolto insieme. Passeggiare tra gli appartamenti di rappresentanza, con i loro arredi originali, è come fare un tuffo nell’intimità della corte asburgica.
L’Albertina custodisce una delle più importanti collezioni di grafica al mondo, con capolavori come La giovane lepre di Dürer e gli studi femminili di Klimt. Particolarmente importante è la Collezione Batliner, una delle maggiori raccolte europee di arte moderna, dagli Impressionisti a Picasso. Accanto alle collezioni permanenti, ospita regolarmente mostre temporanee a rotazione.

Merenda al Café Sacher e cena al Nachmarkt

Dopo il Café Demel, ci restava da mettere alla prova la reputazione del Café Sacher. Alberto ha scelto nuovamente la celebre torta Sacher – decretando il vincitore, la sua versione preferita – mentre io ho assaggiato uno Strudel buonissimo. Aveva un solo difetto: la fetta era troppo piccola!

🔍 Curiosità – Demel e Sacher si contendono da decenni la paternità della celebre torta. Eduard Sacher, figlio dell’inventore Franz, perfezionò la ricetta paterna durante un apprendistato da Demel – e quando l’Hotel Sacher fallì nel 1930, il marchio finì proprio nelle mani di Demel. Una causa legale, conclusa nel 1962, stabilì che solo l’Hotel Sacher può chiamare la sua “Original Sacher-Torte”. Nonostante l’accordo prevedesse per Demel il nome “Eduard-Sacher-Torte”, sulle confezioni che ho fotografato io si legge semplicemente “Sachertorte” – un piccolo dettaglio che dimostra il perdurare della disputa (un po’ come per il nostro Tiramisù). La differenza all’assaggio? Una versione ha due strati di marmellata di albicocche, l’altra solo uno: prova a scoprire quale.

Dopo aver percorso tanti chilometri ci siamo meritati un’altra gustosa cena al Naschmarkt, stavolta da Neni, specializzato in cucina levantina, un trionfo di sapori mediorientali: spezie profumate, hummus cremoso, falafel e melanzane arrostite.

GIORNO 4 – Da Klimt e Hundertwasserhaus tra arte e architettura

L’estasi dorata del Bacio di Klimt

Martedì mattina il cielo era finalmente terso e il sole splendeva: la condizione perfetta per visitare il Belvedere. Questo fastoso complesso barocco si trova nel terzo distretto, poco fuori dal centro, ed è facilmente raggiungibile con i mezzi. E’ diviso in due corpi – Superiore e Inferiore – collegati tra loro da splendidi giardini e fontane. Il Belvedere Superiore ospita la Österreichische Galerie, una collezione che racconta 800 anni di storia dell’arte. Il suo cuore è indubbiamente la raccolta di dipinti di Gustav Klimt che culmina nel celebre “Bacio”.

🔍 Curiosità – Forse non tutti sanno che il titolo vero dell’opera era Liebespaar (Gli amanti) e che la coppia ritratta sarebbe quella formata dallo stesso Klimt e dalla sua compagna e musa Emilie Flöge.

Ormai, il Bacio è divenuto un’opera pop che t’insegue per tutta Vienna: nel derby viennese tra icone, batte sicuramente anche l’imperatrice Sisi, apparendo su ogni oggetto immaginabile. Eppure, quando te la trovi davanti, l’emozione è intatta: la grande tela quadrata del 1908 rappresenta l’apice della fase d’oro dell’artista, un abbraccio al contempo tenero e sensuale, potente e delicato. E non dimenticate di osservare gli altri ritratti femminili: la Giuditta, per intensità, è un altro capolavoro assoluto.

L’installazione “108 pfund lavendel”

Anche la natura è arte: le 108 libbre di lavanda di Herman de Vries

Resto sempre affascinata dagli accostamenti tra arte “classica” e arte contemporanea: mi ha colpito molto, infatti, l’installazione “108 pfund lavendel” di Herman de Vries: l’artista olandese ha trasformato una sala fastosamente affrescata (Carlone-Saal) in un’esperienza sensoriale totale. Seguendo il principio che “la natura è arte”, ha creato una perfetta ellissi con 108 libbre di lavanda essiccata: appena varchi la soglia, vieni inebriato dal profumo e dalla cromia intensa dei fiori. Un contrasto sorprendente e meraviglioso.

Dal Prater alla Hundertwasserhaus

Hundertwasserhaus: architettura vivente

Dal Belvedere – questa volta con Uber – ci siamo spostati al Prater per vedere l’iconica ruota panoramica (Wiener Riesenrad). Onestamente? Siamo rimasti delusi: è anche più piccola di quanto immaginassi. Se non hai bambini da intrattenere con le attrazioni del luna park, il mio consiglio è di saltare il Prater e puntare direttamente verso la Casa di Hundertwasser. Si trova poco lontano – parola di camminatrice seriale – a circa 20 minuti a piedi. L’edificio progettato dall’artista visionario Friedensreich Hundertwasser è inconfondibile: la facciata dai colori vivaci, le linee curve e gli alberi che spuntano dalle finestre trasformano questo complesso residenziale (costruito tra 1983 e 1985) in una vera oasi urbana. Ovviamente si può ammirare solo dall’esterno, essendo un complesso di appartamenti abitati, ma proprio di fronte si trova il Village, un piccolo centro commerciale nello stesso stile, dove curiosare tra negozi e bar. E fare shopping… A due passi c’è anche un museo dedicato, che purtroppo non siamo riusciti a visitare.

📸 Inquadro – Non lasciarti ingannare dalle foto dai colori saturi e vibranti che trovi online, rimarresti deluso/a. Dal vivo, l’impatto è diverso, molto dipende anche dall’orario in cui ti trovi lì e dalla luce. Resta comunque un soggetto fotografico intrigante.

Pranzo francese nella Kegelgasse

Qui sulla Kegelgasse abbiamo fatto un pranzo veloce in un delizioso bistrò, proprio accanto al Village. Con i tavolini rivolti verso la facciata, abbiamo gustato ottime specialità francesi come croque monsieur e crêpes. Non mi sono annotata il nome, ma lo riconosci subito perché ha i tavolini proprio davanti alla casa (attenzione a non confonderlo con il Terrassencafé!). Te lo consiglio caldamente.

Il Municipio con il Rathausmann e il Parlamento di Vienna

La maestosità del Parlamento dopo il tramonto

Con le energie ricaricate dalla pausa pranzo, siamo tornati verso il centro (con un taxi) per goderci una passeggiata lungo il celebre Ring. Si tratta dell’elegante viale circolare che racchiude il centro storico, costruito lungo il tracciato delle antiche mura difensive. Qui si affacciano due veri e propri giganti di Vienna: il Municipio (Rathaus) e il Parlamento. Il primo dei due, un capolavoro neogotico, nasconde un divertente aneddoto.

🔍 Curiosità – Qui a Vienna, per secoli, è esistita una sorta di “regola non scritta”: nessun edificio doveva superare in altezza la torre dello Steffl. Quando a fine XIX secolo venne costruito il Rathaus, il progetto iniziale rispettava il vincolo. Ma ecco il colpo di scena: una volta completata la torre, vi fu aggiunta in cima la statua del Rathausmann, un cavaliere in armatura che, con la sua lancia, ha superato di pochi centimetri la cattedrale, diventando uno dei simboli più amati della città.

Poco distante si trova il Parlamento, realizzato tra 1874 e 1883: con il suo stile neoclassico, sembra un imponente tempio neogreco che sorveglia la città.

Top Tipp – Consiglio top da camminatrice seriale: fate una passeggiata serale in questa zona. Vedere questi monumenti illuminati è un’esperienza davvero suggestiva.

Pausa romantica nel Volksgarten

Vicino all’Hofburg si trova il Volksgarten, il “Giardino del Popolo” con il suo stupefacente roseto. Un’oasi incantevole e tranquilla, la pausa perfetta. Più di tremila rose fioriscono tra i vialetti eleganti creando un mosaico colorato, ma cosa lo rende davvero speciale? Come già notato nel roseto di Schönbrunn, anche qui ogni rosa riporta un cartellino con una dedica: i viennesi possono “adottarla” con una donazione in ricordo di qualcuno o per celebrare un momento speciale. E’ una vera passeggiata tra le storie, tra i messaggi silenziosi che parlano di affetti, ricorrenze e persone amate. Pensa, c’era addirittura una proposta di matrimonio!

Se passi da queste parti nella prima settimana di giugno, troverai i roseti in piena fioritura: un’esplosione di profumi e colori tra cui spiare frammenti di vita dei viennesi. Un momento di pura poesia legato alla bellezza delle piccole cose.

Il Kunsthistorisches Museum: Un viaggio nell’arte

Scalone monumentale del Kunsthistorisches Museum

Dopo la rigenerante pausa botanica, l’ultimo impegno culturale che ho richiesto ad Alberto è stata la visita al Kunsthistorisches Museum. È uno dei musei più importanti d’Europa e sorge nella spettacolare Maria-Theresien-Platz, incastonato tra l’Hofburg e il Ring. La piazza è celebre per la sua perfetta simmetria, dominata da due palazzi gemelli speculari: da un lato il museo dedicato alle collezioni d’arte degli Asburgo, dall’altro il Naturhistorisches Museum, quello di storia naturale. Entrambi furono voluti dall’imperatore Francesco Giuseppe come veri e propri “templi laici” della conoscenza.

Appena varcata la soglia del Kunsthistorisches, ciò che toglie il fiato è lo scalone monumentale, decorato dal giovane Klimt e dominato dalla gigantesca statua del Teseo che lotta con il centauro del Canova. Il palazzo è immenso, quindi bisogna operare delle scelte. Per noi, una tappa obbligata è stata la Kunstkammer: un caleidoscopio di automi, curiosità scientifiche e sculture in materiali preziosi, tra cui spicca la celebre Saliera di Cellini, un capolavoro assoluto del Rinascimento. Le sale dedicate alla pittura sono infinite, ma alcune opere sono imprescindibili: la Torre di Babele e i Cacciatori nella neve di Bruegel, la Madonna del Prato di Raffaello e il David con la testa di Golia di Caravaggio. È un percorso che ti costringe a passare tra i mostri sacri dell’arte italiana e fiamminga. A sorpresa, abbiamo trovato anche una splendida mostra temporanea dedicata a due Vedutisti veneziani: Canaletto e suo nipote Bellotto.

Lo Judenplatz e la “biblioteca senza nome”

Judenplatz: Memoria dimenticata

Dopo questo viaggio nell’arte, siamo tornati in centro per un ultimo saluto alla città. Se volete godervi l’architettura senza la folla dello shopping, provate a passeggiare per il centro passando per le viuzze laterali tra il Graben e la zona dell’Università: scoprirete angoli nascosti che le vie principali nascondono.

A pochi passi dallo Steffl, inoltrandosi tra le stradine del quartiere ebraico medievale, abbiamo raggiunto la Judenplatz. Qui sorge il monumento che commemora lo sterminio di 65.000 cittadini austriaci di religione ebraica durante la Shoah. Una struttura imponente in cemento grigio che raffigura una biblioteca, le cui pareti sono ricoperte da 65.000 libri con il dorso rivolto verso l’interno, perché ogni libro rappresenta una vita e una storia che non potrà mai essere letta. La Nameless Library è stata realizzata nel 2000 dalla scultrice inglese Rachel Whiteread. È un luogo di profondo silenzio, che poggia letteralmente sulla storia, dato che proprio sotto la piazza sono stati riportati alla luce i resti dell’antica sinagoga medievale. Ciò che mi ha colpito profondamente è lo stato di abbandono di questo luogo così cruciale: erbacce, sporcizia, una mancanza di cura che stride con il peso di ciò che custodisce.


Dopo questo momento di riflessione, ci siamo concessi un aperitivo presso il Forno Pop up: passate a trovare Silvia e Otmane per gustarvi una focaccia buonissima (e italianissima)!

Lo Steffl specchiato

Specchi gotici: il riflesso dello Steffl sulla facciata della Haas-Haus

Prima di tornare in hotel, un ultimo passaggio a Stephansplatz. Se ti trovi lì nel tardo pomeriggio, non limitarti a guardare lo Steffl. Girati verso la Haas-Haus, il moderno edificio in vetro e acciaio firmato dall’architetto Hans Hollein che si trova di fronte: la sua facciata curva è studiata apposta per riflettere la cattedrale gotica. È un contrasto netto, un dialogo silenzioso tra Medioevo e architettura contemporanea.

📸 Inquadro – Il momento migliore per questa foto è quando la luce calda e radente rende il riflesso sul vetro più nitido. Io l’ho scattata verso le sette di sera, a inizio giugno. In generale, mentre passeggi lungo il Graben o la Kärntner Straße, tieni sempre il naso all’insù: le facciate dei palazzi celano decorazioni e dettagli architettonici unici che spesso sfuggono a un occhio distratto.

Il “cavolo dorato” della Secessione Viennese

Il tempio della Secessione Viennese: rottura e modernità

Il nostro viaggio ormai è quasi terminato e non ti ho ancora menzionato il Wiener Secessionsgebäude – la Secessione Viennese – uno degli edifici più singolari della città. Si trovava proprio vicino al nostro hotel e al Naschmarkt ed è caratterizzato da una gigantesca sfera traforata fatta di foglie d’alloro dorate che sovrasta la struttura cubica e minimalista. I viennesi, con la solita ironia pungente, l’hanno ribattezzato “Krauthappel”, letteralmente “palla di cavolo”. Al di là del soprannome scherzoso, questo edificio costruito nel 1897-98, fu la sede della Secessione Viennese, nata come ribellione all’arte accademica. Oggi rimane un tempio dell’arte nuova e uno spazio espositivo vibrante, dove il passato rivoluzionario dialoga costantemente con il contemporaneo.

Semafori contro l’omofobia: Perché l’amore è amore

Camminando per il centro, ti capiterà sicuramente di fermarti e sorridere guardando un semaforo pedonale. Dal 2015, Vienna ha sostituito, in ben 47 incroci, il classico omino single con coppie di ogni genere che si tengono per mano o con un cuoricino: uomo-donna, donna-donna e uomo-uomo. Installati in occasione dell’Eurovision e di altri eventi LGBTQ+ per celebrare i valori di inclusione e diversità, questi semafori sono diventati una vera “firma visiva” della città. L’idea geniale ha una doppia valenza: da un lato, un chiaro messaggio di tolleranza sociale; dall’altro, una questione puramente pratica di sicurezza stradale, dato che le figure doppie risultano molto più visibili. Oggi Vienna ci ricorda così ogni giorno che l’amore è amore. Sono proprio questi piccoli dettagli urbani a raccontare l’anima di una città molto più di quanto facciano i grandi monumenti.

🔍 Curiosità – L’iniziativa doveva essere temporanea, ma diventò così popolare e “cult” tra i viennesi che l’amministrazione decise di renderla permanente.

Perché tornare a Vienna un giorno

Il tempo è volato, ma domani, prima di rientrare ci aspetta Bratislava (te lo racconto qui).
Veinna l’avevo paragonata a una raffinata dama dalle maniere cortesi, e questi quattro giorni sono bastati per confermarlo: ci ha accolti con eleganza, senza mai risultare distante. Ma come ogni conoscenza appena iniziata, qualcosa resta sempre in sospeso: non siamo riusciti ad assistere a nessun concerto, in una città che ha fatto della musica la sua anima. Sarà la scusa perfetta per tornare, perché Vienna, te l’assicuro, non si esaurisce in una sola visita.

Ah, dimenticavo il verdetto del nostro contapassi: 55,1 km percorsi. Non male per dei camminatori seriali, eh? 👣

Mappa dell’itinerario: I luoghi del mio tour di Vienna

Ho raccolto tutti i luoghi che ho visitato in questa mappa interattiva. Puoi aprire il menu per filtrare le varie categorie (musei, chiese, caffè ecc).

Se hai domande su Vienna o vuoi raccontarmi la tua esperienza, scrivimi nei Commenti.

La guglia con il Rathausmann del Municipio tra i roseti del Volksgarten

34 pensieri su “Altrove in Austria: Quattro giorni a Vienna

  1. Eliana dice:

    Avete fatto un tour ricco ed entusiasmante, storico ma anche culinario. Mai avrei pensato di mangiare vietnamita, ma Vienna è una capitale antica e multietnica, quindi perché no?
    Ho rivissuto i miei due viaggi a Vienna attraverso il tuo articolo: i palazzi, i musei, i giardini.
    Bellissimi i riquadri con “Appunti della Prof”: molto apprezzati dalla sottoscritta, inoltre danno identità al tuo blog!

    • Saby dice:

      La cucina etnica, nordafricana e orientale, è sempre una salvezza per me che non mangio carne! Grazie del tuo commento Eliana, ci tengo molto ai tuoi feedback

  2. Ulrike dice:

    Bel articolo, scritto molto bene, interessante, personale, coinvolgente e ricco di spunti e consigli. Fa venire voglia di andare/tornare a Vienna! Anche a me sono piaciuti molto i riquadri con le notizie della Prof.! La foto di Schönbrunn sotto la pioggia è davvero eccezionale e trasmette bene l’atmosfera. Complimenti!

    • Saby dice:

      Ti ringrazio moltissimo! Mi fa piacere che tu abbia apprezzato gli Appunti della Prof: ogni tanto mi esce la deformazione professionale, ma mi piace pensare che la storia di una città aiuti a viverla con occhi diversi. E sulla foto di Schönbrunn… beh, diciamo che quei due signori imperterriti sotto la pioggia hanno fatto metà del lavoro, ma sono felice che lo scatto abbia centrato l’atmosfera che volevo raccontare.

  3. Giada dice:

    Quanta voglia di visitare Vienna dopo aver letto il tuo articolo!! Anche se mi sembra di averla vissuta già attraverso il tuo racconto.

    Si respira a pieno il tuo sguardo carico di meraviglia, stupore, curiosità, energia, dinamismo, riflessione e delicatezza: che privilegio leggere di una città ancora sconosciuta tramite il tuoi occhi.
    E le foto! Scorci che sanno di vita e viaggio!!

    Super interessanti i riquadri con le curiosità!
    Pronta a leggere ora di Graz e Bravislava!

    • Saby dice:

      Quante belle parole❤️ Mi motivano moltissimo. Spesso mi chiedo se il mio modo di raccontare sia all’altezza di tutto ciò che vorrei esprimere. Sapere che il mio piccolo spazio ha lasciato il segno per te è il complimento più bello che potessi ricevere.❤️

  4. Francesca Rizzi dice:

    Sono stata a Vienna in due occasioni e non mi sono persa nessuna delle mete più famose. Tuttavia l’articolo (è riduttivo indicarlo così, vista la dovizia di particolari e riferimenti) mi fa riflettere sul fatto che Vienna è molto di più di questo; ci sono luoghi che mi sono sfuggiti, come il Memoriale contro la guerra e il fascismo, e aspetti culturali che non ho saputo cogliere ed interpretare. Ci tornerò con uno sguardo più attento e facendo tesoro di tutti i suggerimenti culturali e culinari (anche questi possono contribuire a rendere un soggiorno memorabile!).

    • Saby dice:

      cara Francesca. Grazie per esserti presa il tempo di leggermi e per le belle parole. Chissà quante cose sono sfuggite anche a noi, ma come ho scritto, qualcosa rimane sempre in sospeso ed è una buona scusa per ritornarci…

  5. Sergio dice:

    Come si dice, la cura dei dettagli è il tuo forte, brava. Ho visto Vienna 3 volte, ma tutto quello che ho letto mi ha dato qualcosa che mi sembra di riviverla, complimenti!! Non ho visto una puntatina a Grinzing, ne valeva la pena!! 👏👏

  6. Romina dice:

    Dopo la lettura del tuo racconto di viaggio mi viene il desiderio di visitare Vienna…in particolare mi ha atratta la descrizione del palazzo di Schonbrunn e la curiosita’ di vedere il Platano secolare…e poi l’ atmosfera dei Cafe’ di Vienna dove gustare la torta Sacher..tutto raccontato in modo preciso e delizioso🌺
    .

  7. Giulia dice:

    Che meraviglia leggere il tuo articolo, hai raccontato Vienna in modo così vivido da farmi rivivere le emozioni provate durante la mia visita! Le tue parole ricreano con grande sensibilità l’atmosfera della città e la sua bellezza artistica. Molto apprezzati gli “Appunti della Prof”!

  8. Tania dice:

    Grazie per l’ articolo, nonostante ci sia stata da poco…mi hai fatto venir voglia di tornarci presto e vedere alcuni particolari della città a me sconosciuti.
    Tania

  9. Cristina dice:

    Bellissimo articolo, si legge veramente con piacere, ricco di particolari e aneddoti che sicuramente aiutano il viaggiare più curioso, complimenti Sabina.

  10. Giampaolo DALESSIO dice:

    Brava Saby
    Interessante taccuino di viaggio pieno di informazioni utili e particolari.
    Simpatiche le note “Curiosità” con aneddoti e gossip…
    Una vera guida, che permette di tracciare un itinerario a tema o a piacere con dettagli fotografici e note dei punti più importanti della città.

    • Saby dice:

      Grazie di cuore! Mi fa davvero piacere che tu abbia apprezzato non solo l’itinerario, ma anche le curiosità: sono la parte che mi diverte di più cercare e scrivere. Sapere che il risultato è una guida utile e piacevole da leggere è il complimento più bello che potessi ricevere. Grazie davvero!

  11. Laura dice:

    Questo articolo trasmette l’entusiasmo di chi ama il viaggio, inteso come voglia di conoscere, scoprire, stupirsi, immergersi nella cultura locale.
    Grazie per il tuo racconto, coinvolgente e interessante, sicuramente un’ottima guida per la prossima visita a Vienna!

  12. Anna dice:

    Davvero un bellissimo articolo Saby!! Il racconto di viaggio è come sempre coinvolgente, accurato e invitante! Nel leggerlo ci si si sente davvero tuoi compagni di viaggio, riesci a presentare al meglio i luoghi visitati e fai venire voglia di replicare il percorso. In più devo dire che apprezzo moltissimo le informazioni pratiche (non sono mai abbastanza e in viaggio fanno la differenza!), i i suggerimenti culinari 😋😋😋 e la chicca degli approfondimenti da prof!!

  13. Alessandra dice:

    Saby, ci sono appena stata e mannaggia mi sono persa piu di qualcosa molto interessante. Buon motivo per tornarci ed approfondire con i tuoi preziosi spunti e dettagli. Vista la passione che ci accomuna, vedrò di programmare le mete futire dopo che ci sarai andata tu in avanscoperta… Come non sfruttare biecamebte un reportage fatto così bene? 😄 Bravissima. attendo il prossimo

    • Saby dice:

      Ale, ti ringrazio di aver dedicato tempo alla lettura dei miei articoli e grazie soprattutto per la fiducia 🤣 Nei prossimi giorni, spero di riuscire a pubblicare qualche novità…

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